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Riserva Naturale Statale Bosco della Fontana

Bosco Fontana rappresenta ciò che rimane di un'area ben più vasta anticamente di proprietà dei Gonzaga, nel Comune di Marmirolo. Dopo la seconda metà del 1600, con la caduta del Ducato, la foresta è abbandonata fino a divenire un quartier generale degli austriaci nel 1700; successivamente subisce continue minacce di distruzione. Nel 1910 entra a far parte del Demanio forestale e nel 1921 è dichiarato Monumento Nazionale; da quel momento inizia la tutela dell'area. L'85 % della riserva è occupata dalla foresta, il rimanente da prateria e una piccola zona umida. La Riserva rappresenta uno degli ultimi relitti di foresta planiziaria della Pianura Padana.

Il sito ha beneficiato dal 1999 al 2003 di un cofianziamento comunitario LIFE-Natura (Life NAT/IT/99/6245) per la salvaguardia degli organismi saproxilici (legati al legno morto) che prevede l'eliminazione delle specie forestali aliene (quercia rossa e platano), inopinatamente introdotte dall'amministrazione negli anni '50 del novecento a scopo di rimboschimento. Gli alberi alieni sono ora eliminati con verricello forestale, sottoposti a cercinatura o spezzati con esplosivo e lasciati sul posto per essere colonizzati dagli organismi del legno morto, che rappresentano circa il 30% della biodiversità di una foresta.

Le ricerche scientifiche della Riserva sono costantemente seguite dal Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità di Verona, Istituto di ricerca di livello nazionale del Corpo Forestale dello Stato specializzato nella tassonomia degli Invertebrati. La gestione della Riserva, parte della Rete Natura 2000, è basata su interventi "attivi" secondo le prescrizioni del piano di gestione redatto ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE.


La Flora

La foresta è un tipico Querco-carpineto della Pianura padana, ed è composto prevalentemente da farnia (Quercus robur) e da carpino bianco (Carpinus betulus) con un fitto sottobosco di nocciolo, corniolo, biancospino e sambuco. Lo strato erbaceo è composto prevalentemente da pungitopo, con splendide fioriture primaverili di bucaneve, campanella, erba trinità, scilla silvestre, anemoni, viola silvestre, polmonaria e pervinca. Nella parte settentrionale del bosco, dove il terreno è più secco, la farnia è vicariata dal cerro (Quercus cerris) mentre nella parte est, dove il terreno è saturo d'acqua si sviluppa il frassino meridionale (Fraxinus angustifolia) e l'ontano nero. Complessivamente le specie spontanee censite nella Riserva sono 470; di queste, 60 sono considerate rare nella Pianura padana. La prateria al centro della Riserva ha un rilevante significato per la conservazione in quanto rappresenta uno degli ultimi relitti di prateria "antica" ancora presenti nel territorio mantovano.


La Fauna

Sono presenti oltre 140 specie di vertebrati (pesci esclusi, sui quali le conoscenze sono ancora scarse e frammentarie) e 2.520 di invertebrati. 52 sono le specie animali tutelate a livello comunitario secondo la Direttiva Habitat (92/43/CEE) e la Direttiva Uccelli (79/409/CEE). La rana di Lataste, importante endemismo Padano, caratterizza la fauna ad anfibi del sito. Numerose sono le specie di serpenti fra cui la vipera comune che è presente con una delle ultime popolazioni numericamente importanti della Pianura Padana.

Nella Riserva sono state identificate 102 specie di uccelli delle quali circa la metà nidificanti. Particolarmente importanti sono quelle tipiche di ambienti forestali, per le quali la Riserva rappresenta l'unica area di nidificazione nota nella provincia di Mantova: nibbio bruno, allocco, scricciolo, pettirosso, luì piccolo, cincia bigia, picchio muratore, frosone. Per quanto riguarda il nibbio bruno, la Riserva ospita una delle colonie storiche più importanti e note d'Italia.

Delle 27 specie di mammiferi censite particolarmente rilevanti sono il moscardino, il toporagno della Selva degli Arvonchi e il topo selvatico a dorso striato. Di estremo interesse la chirottero-fauna con 6 specie censite. Di particolare significato ecologico sono gli insetti "saproxilici" quali Coleotteri Scolitidi, Cerambicidi, Lucanidi, Stafilinidi, Trogidi, Elateridi; Lepidotteri Cossidi; Ditteri Stratiomidi, Xilomidi, Sirfidi e Ragionidi.

Bosco Fontana
 
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